Marc Marquez si sente un miracolato e punge Pedro Acosta

A Madrid, durante l’evento Estrella Galicia 0.0 con la presenza del CEO della MotoGP Carmelo Ezpeleta e dei campioni del mondo 2025 Diego Moreira e José Antonio Rueda, il protagonista è stato Marc Marquez. Il pilota Ducati ha parlato di un inizio di stagione difficile in Thailandia, prima per la penalizzazione del sabato e poi per la foratura nella gara di domenica, che lo hanno portato a chiudere il primo weekend con soli nove punti in classifica. “Sono stato anche fortunato, perché altrimenti non sarei qui. Non c’è una spiegazione precisa, ma non la cerco”, ha detto, escludendo problemi alla gomma o al cerchio dopo i controlli del team.
Marquez ha poi parlato delle nuove decisioni dei commissari, dopo la sanzione ricevuta all’ultimo giro della Sprint per il sorpasso su Pedro Acosta. Secondo il pilota Ducati, il limite è stato abbassato e adesso tutti i piloti devono adattarsi a regole più severe: “È come i rigori nel calcio, ci sono mani che prima non lo erano e ora lo sono. Ora i commissari dovranno mantenere quella soglia. Bisognerà usare lo stesso limite, ma ogni azione è diversa. L’azione di sabato sono consapevole che era al limite, ma non ho cercato il contatto. Nell’attuale MotoGP, bisogna fare così. Forse ora ci penseremo due volte prima di sorpassare, per evitare la sanzione”.
Inoltre, nel dibattito Marc Marquez ha parlato anche di Pedro Acosta facendo notare che in 24 ore ha dichiarato due cose diverse. Infatti, dopo la Sprint del sabato Acosta aveva detto di non sentirsi il vero vincitore, poichè Márquez gli aveva ceduto la posizione all’ultima curva. Mentre la domenica, dopo il secondo posto nel GP, ha dichiarato: “Ho vinto io e chi dice il contrario non ha mai visto le moto. Sono stato io il primo a tagliare il traguardo. Nessuno mi ha regalato nulla.”
La dichiarazione non è piaciuta molto a Marc Marquez e ha risposto facendo un confronto con lo stesso Pedro Acosta: “Nel 2013 ho vinto il titolo al mio primo anno in MotoGP”. Con queste parole ha ricordato la sua stagione d’esordio con Honda, quando conquistò il primo titolo mondiale e diventò il più giovane campione della storia della MotoGP a soli 20 anni e 266 giorni, mentre Acosta è ancora alla ricerca della sua prima vittoria.
