Jack Bonaventura ha detto basta, ma è già pronto per un nuovo capitolo

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Giacomo Bonaventura, per tutti Jack, ha chiuso ufficialmente la sua carriera di calciatore professionista. Il 36enne marchigiano, reduce dall’esperienza nella scorsa stagione all’Al-Shabab, club della Saudi Premier League, era svincolato dalla scorsa estate ma, nonostante qualche ipotesi di rientro, non è più sceso in campo fra i pro, decidendo di mettere un punto definitivo sulla sua avventura agonistica. L’ormai ex giocatore ha voluto rivolgere, via social, un messaggio a tutti i tifosi.

“Non ho mai iniziato a giocare a calcio per diventare qualcuno – ha esordito -. Ho iniziato perché, con un pallone tra i piedi, mi sentivo libero. A Bergamo sono cresciuto, l’Atalanta mi ha formato: disciplina, duro lavoro, umiltà. Poi è arrivato il Milan, San Siro, un’adrenalina che ti entra dentro e non se ne va. Con il club ho costruito un legame forte e mi sono sentito parte della grande storia rossonera: certe notti, certe emozioni le porterò dentro per sempre”.

Francesco LuciveroLo riconosci? È il papà di un fenomeno del calcio italiano

No, il papà del talentuoso calciatore di cui parliamo non è Ariel Ortega, ma è quello che parla al telefono….
… eccolo anche qui, seppur un po' defilato (e non è Sensini…)
Qui invece sta entrando in scivolata, infatti era un difensore
Con l'Argentina ha partecipato al campionato del mondo di Francia 1998…
… una rassegna iridata davvero deludente per la Seleccion…
… ora non puoi più avere dubbi: è Pablo Paz, il papà di Nico….
Pablo ha collezionato 14 presenze (e un gol) con la nazionale argentina…
… in Spagna la sua esperienza più lunga è stata al Tenerife
Pablo Paz è nato nel 1973 a Bahia Blanca, la stessa città di Daniel Bertoni e Manu Ginobili

“Poi Firenze, la Fiorentina – ha aggiunto -: quattro stagioni che non dimenticherò mai, una città meravigliosa, un tifo straordinario, un calore forte. Infine Riad, un’esperienza unica: amici nuovi, una cultura diversa che mi ha arricchito come uomo. La nazionale… è un qualcosa di così speciale che non si può spiegare a parole, si sente: rappresentare il proprio paese è un orgoglio che ti resta addosso per la vita. Oggi però è il momento di dire stop al calcio giocato”.

“Non è un addio al campo, però: la mia passione per questo sport è troppo grande e il mio rapporto col calcio non finirà mai. Ringrazio i miei compagni, agli allenatori, ai tifosi e alla mia famiglia. È stato un viaggio bellissimo” ha poi concluso Bonaventura, che dunque ha lasciato intendere a tifosi e addetti ai lavori di essere già pronto per una nuova avventura, anche se non con il pallone al piede.

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