Urbano Cairo, raggelante frase sulle mura di un cimitero

“Mamma e papà Cairo ti aspettano qui al più presto”. La raggelante frase è stata tracciata con vernice spray nella notte all’ingresso del cimitero del piccolo comune di Masio, al confine tra la provincia di Alessandria e quella di Asti. Una scritta vergognosa, vergata sulle mura di un paese di poco più di mille abitanti nel cuore del Monferrato. Insulti e minacce, contro il presidente del Torino, Urbano Cairo, che di Masio è originario, sono comparsi anche nella vicina Quattordio. Da tempo una frangia di tifosi granata chiede all’editore alessandrino di fare un passo indietro e di cedere il club.
Una richiesta alla quale lo stesso Cairo ha risposto pubblicamente in più occasioni, ribadendo con chiarezza la propria posizione. “L’ho detto già in altre occasioni che sono disponibile a mettere in vendita il Torino”, ha dichiarato il patron granata. “La realtà dei fatti è che, ad oggi, non è arrivata nemmeno un’offerta. La disponibilità da parte mia c’è ed è pubblica, ma mancano i potenziali acquirenti”. Parole pronunciate a margine della presentazione di Roberto D’Aversa come nuovo allenatore del club, avvenuta a fine febbraio dopo l’esonero di Marco Baroni.
La stagione del Torino è stata fin qui travagliata, con una squadra a lungo invischiata nella lotta per non retrocedere. La panchina di Baroni era già parsa traballante a fine gennaio, quando i granata erano stati travolti per 6-0 sul campo del Como, prima di essere definitivamente esonerato a metà febbraio dopo un filotto di risultati negativi che avevano lasciato il club in una posizione di classifica pericolosa.
Con D’Aversa in panchina, il Torino ha subito trovato una boccata d’aria: la vittoria all’esordio del nuovo tecnico contro la Lazio ha portato i granata a +6 sulla zona retrocessione. Cairo, pur soddisfatto, ha preferito mantenere un profilo basso: “Sono contento, ma secondo me adesso è meglio parlare poco e cercare di fare i fatti, di fare tante buone cose senza inguaiarsi troppo”. Un atteggiamento prudente, comprensibile alla luce delle tensioni che continuano ad agitare l’ambiente granata, dentro e fuori dal campo.
La contestazione nei confronti del presidente non è certo una novità, ma episodi come quelli registrati a Masio e Quattordio rappresentano un salto di qualità inquietante, che va ben oltre la normale dialettica tra una tifoseria e la propria dirigenza. Cairo stesso aveva riconosciuto il peso di questa pressione: “La contestazione? La vedo e la sento, ma sento anche la responsabilità nei confronti di questo club”. Una responsabilità che, almeno per il momento, lo tiene saldamente ancorato alla guida del Torino, in attesa di acquirenti che, stando alle sue parole, non si sono ancora fatti avanti.
