Sofia Goggia ha ben chiaro l'obiettivo

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Sofia Goggia prova a trovare le ultime energie per chiudere nel migliore dei modi la stagione. La sciatrice bergamasca guida attualmente la classifica di Coppa del Mondo di superG con 449 punti, 63 in più rispetto alla neozelandese Alice Robinson, quando resta da disputare soltanto l’appuntamento delle Finali di Lillehammer del 22 marzo. Un sesto posto le basterebbe per garantirsi matematicamente la tanto ambita Sfera di Cristallo; con un piazzamento peggiore, invece, sarà necessario guardare anche il risultato della sua diretta rivale.

Nel frattempo il calendario riporta l’attenzione sulle discipline tecniche con la tappa di Åre, in Svezia. Sulla pista che ospitò i Mondiali del 2019 sono previsti un gigante sabato 14 marzo (prima manche alle 10.00, seconda alle 13.00, con diretta su Rai Due ed Eurosport) e uno slalom domenica 15 marzo (prima manche alle 9.30, seconda alle 12.30). Tra le protagoniste del gigante ci sarà anche Goggia.

La squadra italiana schiererà tra le porte larghe anche Lara Della Mea, Asja Zenere, Sophie Mathiou, Ilaria Ghisalberti, Laura Steinmair, Alice Pazzaglia e Laura Pirovano, che torna a gareggiare in questa specialità dopo oltre due anni dall’ultima presenza, risalente al gennaio 2024 a Kronplatz.

Alle Finali di Lillehammer, sulle nevi norvegesi, prenderanno parte le migliori 25 della classifica di specialità, le atlete con almeno 500 punti nella generale ma fuori dalla top 25 del superG, la campionessa olimpica di Milano Cortina 2026 e la campionessa del mondo juniores, la francese Emy Charbonnier. Non ci sarà invece Federica Brignone che, dopo il doppio trionfo olimpico, ha scelto di chiudere in anticipo la stagione per concentrarsi sul pieno recupero fisico.

Per Goggia, quella di Åre  rappresenta anche un’occasione per ricaricare le batterie dopo un fine settimana di Val di Fassa decisamente al di sotto delle aspettative. Sulla pista La VolatA di Passo San Pellegrino la bergamasca non ha mai trovato le giuste sensazioni: venerdì aveva chiuso al diciassettesimo posto, descrivendo se stessa come “una giraffa sui pattini”, sabato era risalita all’undicesimo posto senza però rientrare nella lotta per la vittoria, mentre domenica nel superG era arrivato un nono posto accompagnato da parole sconsolate: “Ho limitato i danni, ma ho avuto delle pessime sensazioni fin dall’inizio. Ho fatto veramente fatica a portare a termine questo superG. Oggi non riuscivo a tenere nelle curve, e sul muro era per me impossibile sciare. Ed è stato così dal primo giorno”.

Il weekend fassano è stato però straordinario per le sue compagne di squadra, protagoniste di un trittico azzurro semplicemente memorabile. Laura Pirovano ha centrato una clamorosa doppietta nelle due discese libere, entrambe vinte per un solo centesimo di vantaggio sulla seconda classificata – venerdì su Emma Aicher, sabato su Cornelia Huetter – mentre Elena Curtoni ha completato il capolavoro della Valanga Rosa vincendo il superG domenicale con il tempo di 1:29.07, precedendo di 26 millesimi la norvegese Kajsa Vickhoff Lie e di 27 millesimi una sorprendente Asja Zenere, alla prima presenza sul podio in Coppa del Mondo nonostante fosse partita con il pettorale numero 33. Per Pirovano, classe 1997, quello di venerdì era stato il primo successo in carriera in Coppa del Mondo, arrivato dopo ben 29 piazzamenti nelle prime dieci posizioni — 11 dei quali nelle prime cinque — senza mai riuscire a salire sul gradino più alto del podio.

Nonostante le difficoltà personali, Goggia non ha mancato di tributare i suoi onori alle compagne. “Sono contenta per Elena e per la squadra che in questi giorni ha fatto filotto e sempre delle buone prestazioni”, ha dichiarato la bergamasca, che aveva già elogiato Pirovano dopo la prima vittoria: “Lolli ha fatto due giornate pazzesche e si merita i risultati che ha ottenuto”. Parole che testimoniano lo spirito di squadra che la campionessa azzurra ha descritto anche in una recente intervista a Vogue.it: “Non costa nulla, va praticato nel rispetto degli altri ma in primis verso se stessi. A renderlo speciale sono anche le persone che ogni giorno ti sostengono”.

 

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