Mondiali di calcio: l'Iran si chiama fuori con decisione

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Ahmad Doyanmali, ministro dello Sport iraniano, in un’intervista rilanciata dall’agenzia DPA ha ribadito la decisione di non partecipare al Mondiale che andrà in scena in Stati Uniti, Canada e Messico: “Poiché questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non esistono le condizioni per cui possiamo prendere parte alla Coppa del Mondo”.

La rinuncia dell’Iran era nell’aria da settimane. Già a inizio marzo la presenza della nazionale asiatica al torneo iridato era considerata a forte rischio, dopo che i campionati interni erano stati sospesi in seguito agli attacchi ordinati dal presidente Donald Trump e non si aveva alcuna certezza su quando avrebbero potuto riprendere. L’Iran, qualificato per la quarta volta consecutiva al Mondiale, avrebbe dovuto disputare le gare del Gruppo G negli Stati Uniti: contro Belgio e Nuova Zelanda a Los Angeles il 15 e il 21 giugno, e contro l’Egitto a Seattle il 26 giugno.

Il tentativo di avvicinamento di Gianni Infantino all’Iran non sarebbe quindi andato a buon fine. “Ho parlato con Trump della situazione attuale in Iran e del fatto che la nazionale iraniana si è qualificata per partecipare alla Coppa del Mondo”, ha nei giorni scorsi dichiarato il presidente della FIFA. “Durante i colloqui, il presidente Trump ha ribadito che la squadra iraniana è naturalmente la benvenuta a competere nel torneo negli Stati Uniti. Tutti abbiamo bisogno di un evento come la Coppa del Mondo FIFA per unire le persone, ora più che mai”, ha aggiunto Infantino.

“Negli ultimi otto o nove mesi ci sono state imposte due guerre e diverse migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi. Per questo motivo non abbiamo alcuna possibilità di partecipare in queste condizioni”, ha però puntualizzato Doyanmali. Il ministro ha inoltre aggiunto che, se il Paese organizzatore fosse stato un altro, probabilmente la comunità internazionale avrebbe reagito togliendogli l’organizzazione del torneo.

Non è la prima volta che la FIFA si trova a valutare la posizione dell’Iran in vista di una Coppa del Mondo. Già nel 2022 l’organismo calcistico internazionale aveva preso in considerazione l’esclusione della selezione iraniana dal torneo disputato in Qatar, in seguito alle repressioni contro le donne e alle forniture militari alla Russia. Alla fine non se ne fece nulla, ma lo scenario attuale è radicalmente diverso e ben più grave.

Con la rinuncia dell’Iran ora ufficialmente sul tavolo, si apre inevitabilmente il capitolo della sostituzione. Tra le ipotesi più discusse figura la promozione diretta dell’Iraq, che era atteso da uno spareggio intercontinentale contro Bolivia o Suriname: in quel caso, gli Emirati Arabi Uniti entrerebbero a loro volta nel percorso dei playoff. L’idea di un ripescaggio basato sul ranking FIFA resta, almeno per ora, solo teorica, e sarà la FIFA a dover sciogliere questo nodo nelle prossime settimane.

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