Mercato Inter, Beppe Marotta dice tanto ma non dice tutto

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Una delle più gradite sorprese in casa Inter in questa stagione è sicuramente Pio Esposito. Il giovane attaccante sta confermando, a suon di gol e grandi prestazioni, di essere un giocatore di alto profilo, tanto che il tecnico Cristian Chivu lo considera ormai un titolare a tutti gli effetti. Ora che Lautaro Martinez è ai box, il giovane azzurro ha ancora più spazio in campo. Normale che ci sia tanto interesse nei suoi confronti, anche da parte di club prestigiosi.

Il giovane attaccante dell’Inter sarebbe, infatti, finito nel mirino dell’Arsenal. I Gunners sono rimasti molto colpiti dalle sue doti, anche durante il match della fase a gironi di Champions League, tanto che Mikel Arteta, un tecnico da sempre attento ai talenti in erba, si è subito mosso sognando di replicare l’operazione Riccardo Calafiori. L’Arsenal, a livello economico, avrebbe tutte le possibilità di fare l’offerta giusta per convincere l’Inter a lasciar andare Pio Esposito.

In realtà, Beppe Marotta ha voluto fare chiarezza sul futuro di Pio Esposito: “L’Arsenal? No, non l’ha mai chiesto. Inoltre, l’Inter non è una società che vende i suoi giocatori, non fa del player trading la sua attività principale. Pio Esposito proviene dal nostro settore giovanile e lo custodiamo come un tesoro”, le sue chiare parole a Mediaset prima della gara d’andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como. Insomma, Pio Esposito non va da nessuna parte, almeno per il momento.

Lo stesso Beppe Marotta, infatti, ha aggiunto una frase molto significativa sulla questione Pio Eposito: “Comunque, tutto può avvenire nel futuro ma sarà un futuro lontano”. Insomma, per ora Pio Esposito è un asset nerazzurro, in futuro si vedrà.

Il centravanti azzurro classe 2005 ha un contratto garantito con il club nerazzurro sino al 2030. Si vocifera anche di un nuovo, possibile, accordo con un aumento significativo dell’attuale ingaggio. Le parti potrebbero sedersi ad un tavolo al termine della stagione in corso. Intanto c’è da fare la differenza in campo.

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