Marc Marquez torna sull'incidente con Marco Bezzecchi: "Ho calmato gli animi"

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Dal 2027 ci sarà un duello generazionale in Ducati factory tra Marc Marquez e Pedro Acosta. Marquez che ha vinto il suo nono titolo mondiale lo scorso anno resta il pilota da battere, mentre Acosta è un giovane in piena crescita. In un’intervista a Marca il campione di Cervera ha dichiarato che il suo connazionale è la guida della nuova generazione.

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Le prime soffrivano di instabilità a causa della disposizione longitudinale dell'albero motore
Le seconde ormai erano poco competitive rispetto ai motori plurifrazionati dei rivali
L'ingegnere Giulio Cesare Carcano trasse ispirazione dai motori aeronautici per progettare rapidamente un nuovo propulsore: un V8 a 4 tempi con angolo di 90°,
Lo fece per progettare rapidamente un nuovo propulsore: un V8 a 4 tempi con angolo di 90 gradi
Le avanzate soluzioni tecniche furono penalizzate dalla poca resistenza dei materiali
Sebbene la moto ottenesse ottimi tempi in prova, spesso non riusciva a terminare le gare
Il debutto avvenne nel 1955, con prove al GP del Belgio a Spa e gare a Senigallia e Monza
L'ingresso ufficiale nel Motomondiale fu rimandato al 1956
Nella storia è rimasto il giro veloce di Keith Campbell a Spa-Francorchamps, con una media di 190,130 km/h

“Pedro Acosta è il leader della nuova generazione. Poi potranno arrivare Maximo Quiles, David Alonso, Dani Holgado e Fermin Aldeguer. Sono rivalità che nascono, che possono essere occasionali, ma una vera rivalità si crea quando arrivi alle ultime gare e lotti per un titolo. Spero di poter correre con Pedro Acosta per molte altre gare, perché è il riferimento della nuova generazione e sarà uno dei piloti che segnerà un’epoca in MotoGP” ha dichiarato il 93..

Inoltre, Marc Marquez ha affermato che la competizione deve restare solo in pista: “In pista è competizione e ovviamente fuori dalla pista cerco anche di imparare dalle mie esperienze. Per esempio, quando è successo l’incidente con Bezzecchi che ho toccato da dietro e che ha provocato l’infortunio, ho calmato gli animi perché i social media sono molto utili per alcune cose ma molto dannosi per altre e una caduta del genere nessuno la provoca volontariamente. La rivalità deve restare in pista perché quella è la bellezza della competizione e del motociclismo, ma fuori dalla gara deve esserci rispetto”

Marc Marquez ha parlato anche del suo allievo Maximo Quiles, dicendo che gli piacerebbe sfidarlo un giorno nel Motomondiale, ma lo vede lontano: “Maximo lo vedo lontano. Per talento spero, desidero e cercheremo di aiutarlo a raggiungerlo. Da Vertical gli consigliamo di seguire le tappe giuste. Deve gareggiare quest’anno in Moto3, se tutto va bene due anni in Moto2 e poi passare in MotoGP e saremo lì nel 2029, ma io avrò già 36 anni. Sono consapevole e vedo che smetterò prima per il corpo che per la mente. Ma devo valutare, perché il ritiro non si programma, lo senti”

Marc Marquez ha smentito le voci sul suo ritiro, secondo cui si sarebbe fermato dopo l’infortunio del 2020. Dopo aver conquistato il suo nono titolo mondiale nel 2025 si sente completamente in pace con sé stesso: “La gente non può immaginare quanto sia in pace con me stesso. Ho ancora la stessa ambizione, la stessa voglia, e qualsiasi cosa arrivi, la accolgo. Ma non volevo ritirarmi con la frase che circolava, secondo cui dopo l’infortunio non avrei più vinto. Sono stato fermo per quattro anni, ma siamo tornati a vincere”

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