F1, il fallimento di Adrian Newey certifica la disfatta dell'Aston Martin

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Il grande genio del paddock ha fallito o, meglio, non ha ancora brillato. Adrian Newey, l’uomo che ha costruito la Red Bull vincente di Max Verstappen, è destinato a non essere più team principal dell’Aston Martin. Una notizia clamorosa se si pensa a quanto la scuderia inglese abbia fatto per portarsi a casa il quotato ingegnere britannico, arrivando a soffiarlo alla Ferrari che vedeva in Adrian Newey l’uomo giusto per la rinascita del Cavallino.

Fabrizio PonciroliTe la ricordi? Raccontava la F1 in Italia: le foto

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Ci credeva soprattutto l’Aston Martin che, lo scorso 25 novembre 2025, concluso il periodo di gardening leave, ha fatto di Adrian Newey il nuovo team principal della scuderia. Carta bianca per la realizzazione della nuova monoposto per portare l’Aston Martin ai vertici della Formula 1. Dopo solo due gare del Mondiale, non solo la nuova vettura è un vero e proprio incubo (principalmente per la power unit Honda) ma l’ex Red Bull pare destinato a svolgere un ruolo molto diverso all’interno del team.

Attenzione, non si tratterebbe di una bocciatura definita. L’ingegnere britannico resterebbe in Aston Martin come uomo fondamentale del comparto tecnico ma è chiaro che l’idea di farne il team principal non abbia pagato i dividendi sperati. A questo punto, salvo sorprese, sarà Jonathan Wheatley, ormai ex team principal di Audi, a prendere il posto di Adrian Newey alla guida dell’Aston Martin.

Lawrence Stroll, numero uno della scuderia, ha speso parole importanti per Adrian Newey, non solo confermando il suo ruolo centrale nel nuovo progetto dell’Aston Martin ma sottolineando il fatto che “… Adrian è mio socio e un azionista di rilievo. È il responsabile tecnico di Aston Martin, e tra noi esiste un vero e proprio rapporto di collaborazione fondato su una visione comune del successo dell’azienda”, le sue parole in un comunicato stampa.

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