Mondiali calcio, l’Iran potrebbe essere escluso: si fa il nome della ripescata

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I venti di guerra, come era del resto prevedibile, hanno ripercussioni anche sul mondo del calcio: in Iran i campionati sono stati fermati dopo gli attacchi voluti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e non si ha la più pallida idea di quando potrebbero ripartire. Ma naturalmente c’è di più: la presenza della nazionale asiatica alla prossima Coppa del mondo, organizzata da Stati Uniti, Canada e Messico, è decisamente a rischio soprattutto dopo gli ultimi accadimenti.

L’Iran, che si è qualificato per la quarta volta consecutiva al Mondiale, dovrebbe disputare le gare del Gruppo G negli Stati Uniti: contro Belgio e Nuova Zelanda a Los Angeles il 15 e il 21 giugno, e contro l’Egitto a Seattle il 26 giugno. Va da sé che il timore di disordini, se non addirittura di attentati, sarebbe notevole e porterebbe anche a un grandissimo dispiegamento di forze.

Se l’esclusione dell’Iran dovesse concretizzarsi, si aprirebbe il capitolo della sua sostituzione. Tra le ipotesi più discusse c’è la promozione diretta dell’Iraq, atteso da uno spareggio intercontinentale contro Bolivia o Suriname. In quel caso, gli Emirati Arabi Uniti entrerebbero nel percorso dei playoff. L’idea di un ripescaggio basato sul ranking Fifa resta, almeno per ora, solo teorica.

Già nel 2022 la Fifa aveva valutato l’esclusione della selezione iraniane dal torneo iridato che si sarebbe poi disputato in Qatar: il provvedimento era stato preso in considerazione in seguito alle repressioni contro le donne e alle forniture militari alla Russia. Alla fine non se ne fece nulla. Oggi però lo scenario è molto diverso e si stanno attendendo le prime parole sul tema da parte di Infantino.

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