Mercato Napoli, non tira una bella aria per Lorenzo Lucca

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Dietrofront a Nottingham: stando a quanto riferito dalla stampa britannica la dirigenza del Forest avrebbe già preso una decisione su Lorenzo Lucca. Il club di proprietà dell’imprenditore greco Evangelos Marinakis non sembrerebbe volere esercitare l’opzione di acquisto da 40 milioni di euro prevista nel prestito dal Napoli. Una valutazione che sarebbe maturata dopo appena 120 minuti al di sotto delle attese in Premier League.

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La conduttrice, super sostenitrice del Napoli, ha raccontato che in famiglia c'è una pecora nera. Anzi, nerazzurra.
Lo ha fatto in una recente intervista concessa alla 'Gazzetta dello Sport'. "Uno scandalo" ha sorriso.
Tanti i concetti espressi dalla brava (e bella) conduttrice campana.
"Il Napoli è vissuto come una vera fede da chi nasce e cresce in città".
Le sue prime volte allo stadio risalgono all'infanzia, nel periodo di Maradona.
"C'è stato anche il Napoli di Naldi in Serie B e il fallimento. E io c'ero"
"Poi la lenta risalita con De Laurentiis dalla Serie C. E c'ero anche lì".
Negli ultimi tre anni il Napoli ha vinto due scudetti.
"Vincere due titoli in tre anni è qualcosa di enorme".
"La riconferma di Conte è stata la notizia più bella dell'anno".
"Il calcio assomiglia alla vita: ci sono salite, discese, cadute e ripartenze".
"Quando si è in alto bisogna gioire senza dimenticare che nulla dura per sempre".

Paolo Di Canio aveva a suo tempo mostrato grandi perplessità quando si parlava possibile approdo in Inghilterra del piemontese. “No, in questo momento no – aveva risposto, intervistato da Sportal.it -. Se un giocatore soffre in Italia con la fisicità che ha Lucca, dove teoricamente dovrebbe dominare, allora in Premier League rischia di essere mangiato. È alto quasi due metri, ma è troppo morbido nell’atteggiamento, troppo molle. In Inghilterra non basta l’altezza: se non sei cattivo, se non sei spigoloso, non giochi. Peter Crouch, per esempio, non era solo alto, era anche fastidioso, cattivo agonisticamente. Lucca invece spesso accetta il contatto invece di imporlo. Anche un difensore più piccolo, se è aggressivo, lo mette in difficoltà. Il problema non è fisico, è caratteriale”.

“Un attaccante di quel tipo deve andare lui sull’uomo, deve colpire prima di ricevere la botta – aveva l’ex calciatore dei partenopei, di cui ha portato i colori nella stagione 1993-94 -. È quanto facevano Luca Toni o Christian Vieri per esempio: prendevano posizione, si prendevano spazio, facevano sentire il peso. Lucca invece spesso aspetta la palla, prova a controllare e intanto arriva il contatto che non si aspetta. È lì che perde il duello. Antonio Conte, da questo punto di vista, è forse l’unico allenatore che potrebbe aiutarlo davvero”.

La Premier League è ancora lunga: Lucca può smentire Di Canio e, soprattutto, aiutare il Nottingham Forest a raggiungere una salvezza che al momento è tutt’altro che scontata.

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